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La Figura Professionale
Addetta alla COntabilità

 

La figura dell'Amministratore di Condominio è prevista dal Codice Civile, che all'articolo 1129, recita: « Quando i condomini sono più di otto, se l'assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall'autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell'amministratore dimissionario. L'Amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dell'Assemblea. Può altresì essere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun Condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dall'art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità. La nomina e la cessazione per qualunque causa dell'Amministratore dall'ufficio sono annotate in apposito registro »

Pertanto l'amministratore può essere nominato:

  • dall'assemblea dei condomini, con la dovuta maggioranza;
  • in difetto, ove i condomini non provvedano, o non si raggiunga una maggioranza su nessun candidato, dal Tribunale, in sede di volontaria giurisdizione.

Nella normalità, l'amministratore deve essere eletto dall'assemblea condominiale. La nomina dell'amministratore fatta dal costruttore e/o venditore di un edificio, anche se inserita nel rogito di acquisto, è nulla. L'amministratore, quando il condominio ne è sprovvisto o quando l'assemblea non riesce a pronunciarsi a proposito, può essere nominato dall'Autorità Giudiziaria. L'Autorità Giudiziaria può essere interpellata su richiesta di un solo condomino. La nomina dell'amministratore è vincolata alla legge: è necessaria la maggioranza degli intervenuti all'assemblea e almeno la metà della somma dei millesimi degli appartenenti (cioè 500 millesimi cfr. art. 1136, secondo comma, c.c.).

I compiti dell'amministratore sono elencati nell'articolo 1130 del codice civile, ed in particolare:

  • esegue le deliberazioni dell'assemblea dei condomini;
  • cura l'osservanza del regolamento di condominio;
  • disciplina l'uso delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell'interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a tutti i condomini;
  • riscuote i contributi ed eroga le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni;
  • compie gli atti conservativi dei diritti relativi alle parti comuni dell'edificio.
  • alla fine di ogni anno deve rendere conto della sua gestione (se l’amministratore non ottempera a questo obbligo uno qualsiasi dei condomini può chiederne la revoca al giudice per giusta causa).

Allo stato attuale, la normativa non prevede un titolo di studio o altri requisiti, come ad esempio l'iscrizione ad un Albo Professionale, ma la complessità e vastità delle competenze necessarie, unitamente alle continue innovazioni, anche giuridiche, impongono a chi, decida di esercitare la professione di Amministratore di Condominio, la frequenza ad un aposito corso, come quello proposto da Mediastaff Education & New Media.

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